La storia di Capua

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Capua fu devastata dai Goti e dai Vandali, diventando infine una contea del Ducato di Benevento. Nel corso di una lotta di successione, una banda di saraceni assoldata da Radelchi I di Benevento e comandata dal berbero Khalfun, Emiro di Bari, saccheggiò e distrusse la città (841), costringendo la popolazione alla fuga. La popolazione fuoriusciva dalla città in rovina e si rifugiava dapprima a Sicopoli e, dall’856, su un’ansa del fiume Volturno, sul luogo dove aveva sede il porto fluviale romano di Casilinum. Veniva così costituita la “Nuova Capua”, continuazione storica e naturale dell’antica Capua osco-campana.
Nell’899 il Conte Atenolfo I, conquista Benevento proclamandola giuridicamente inseparabile da Capua, e nel 900 ottiene il titolo di Principe di Capua, elevando così il suo feudo; introdusse anche la coreggenza, concetto per il quale i figli erano associati al governo dei padri. Il Principato Capuano divenne ben presto uno Stato autonomo all’interno del Sacro Romano Impero, estendendosi su tutta la Terra di Lavoro fino al confine nord distinto dal fiume Garigliano, dominando su cittadine e borghi strategici, quali Caserta, Teano, Sessa, Venafro e Carinola; potenziandosi ulteriormente, arrivò a dominare anche sul Ducato di Napoli, su Montecassino, sede di un’importante Abbazia, e su Gaeta, opulento porto tirrenico.

Il Principato di Capua nel 1112

Verso la fine del X secolo, Capua raggiunse il suo apogeo: il Principe Pandolfo I Testadiferro (961 – 981), con la conquista del Principato di Salerno (978), riunificò per primo i domini dell’Italia longobarda meridionale, detta Langobardia Minor; inoltre venendo in aiuto di Papa Giovanni XIII, esule da Roma tra il 965 ed il 966, ottenne l’elevazione di Metropolia per la Chiesa Capuana.L’anno 1059 rappresenta la fine del potente Principato longobardo, il Conte normanno di Aversa Riccardo I Drengot-Quarrel, ne opera la conquista. Sotto la dominazione longobarda, il Principato tratteneva rapporti diplomatici anomali: pur essendo un’entità statale semi-dipendente dell’Impero, rimaneva favorevole alla politica estera di Bisanzio. Nel 1059 il Principato viene conquistato dai Normanni. Nel 1156 verrà poi definitivamente assorbito da parte del Regno di Sicilia.

Terra di Lavoro

Per designare la terra degli antichi campani, si diffuse, fin dal Medioevo, il termine di Terra di Lavoro o Liburia, nomi che traggono origine dai leborini, antica popolazione che abitava la zona. Infatti nella Naturalis Historia Plinio il Vecchio chiama Campi Leborini il territorio compreso tra le vie consolari che collegavano Cuma a Puteoli e a Capua. Oggi essa corrisponde in parte alla provincia di Caserta, la quale ha un’estensione minore di quella che per secoli fu, nel quadro storico del Regno di Napoli, la provincia di Terra di Lavoro, che comprendeva anche parti delle attuali province di Napoli, Avellino, Latina, Frosinone, Benevento, nonché Venafro e le zone adiacenti fino a Capriati al Volturno, nell’attuale Molise.Le sue radici storiche sono riconducibili alla contea longobarda di Capua, ma è nel sec. XII che la Terra di Lavoro assunse la sua massima estensione in seguito alle conquiste normanne.